8 Maggio 2026

Decreto Lavoro (D.L. n. 62/2026) - Incentivi alle nuove assunzioni e stabilizzazioni

Si informa che, con il Decreto Legge n. 30 aprile 2026 n. 62 (cosiddetto Decreto Lavoro), in vigore dal 1° maggio 2026, sono state introdotte importanti misure in materia di incentivi all’occupazione.

Di seguito una sintesi delle novità.

Incentivi alle assunzioni 2026

Il decreto introduce dei nuovi bonus per le assunzioni effettuate nel periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2026, in particolare:

  • il bonus donne 2026
  • il bonus giovani 2026
  • il bonus ZES 2026

Viene previsto, inoltre, un incentivo alla stabilizzazione dei contratti a termine.

 

👉 È stata, infine, abrogata la proroga dei precedenti incentivi previsti dal Decreto Legge n. 60/2024 (cosiddetto Decreto Coesione).

Bonus donne 2026

Lavoratori interessati

Donne di qualsiasi età:

  • senza lavoro retribuito da almeno 24 mesi, oppure
  • senza lavoro da almeno 12 mesi e rientranti in specifiche categorie svantaggiate (come, per esempio, giovani con età nella fascia 15-24 anni, gli over 50, i senza diploma, ecc…).

Contratto richiesto

  • solo tempo indeterminato
  • esclusi:
    • lavoro domestico
    • apprendistato

Misura dell’incentivo

Esonero del 100% dei contributi previdenziali INPS a carico dell’azienda (escluso INAIL):

  • massimo sgravio 650 euro al mese
  • massimo sgravio 800 euro al mese per lavoratrici residenti nella ZES (Zona Economica Speciale) del Mezzogiorno

Durata

  • 24 mesi (regola generale)
  • 12 mesi per alcune categorie svantaggiate

Bonus giovani 2026

Lavoratori interessati

Giovani:

  • con meno di 35 anni
  • senza lavoro da almeno 24 mesi, oppure
  • senza lavoro da almeno 12 mesi e appartenenti a specifiche categorie svantaggiate.

Contratto richiesto

  • solo tempo indeterminato
  • esclusi:
    • lavoro domestico
    • apprendistato
    • dirigenti

Misura dell’incentivo

Esonero del 100% dei contributi previdenziali INPS a carico dell’azienda (escluso INAIL):

  • massimo sgravio 500 euro al mese
  • massimo sgravio 650 euro al mese per assunzioni di giovani residenti nella ZES (Zona Economica Speciale) del Mezzogiorno, e nelle Regioni Marche e Umbria.

Durata

  • 24 mesi
  • 12 mesi per particolari categorie svantaggiate

Bonus ZES 2026

Soggetti interessati

  • datori di lavoro con fino a 10 dipendenti
  • assunzioni in sede situata nella ZES unica Mezzogiorno
  • lavoratori:
    • con almeno 35 anni
    • disoccupati da almeno 24 mesi

Contratto richiesto

  • solo tempo indeterminato
  • esclusi:
    • lavoro domestico
    • apprendistato
    • dirigenti

Misura dell’incentivo

Esonero del 100% dei contributi previdenziali INPS a carico dell’azienda (escluso INAIL):

  • massimo sgravio 650 euro al mese per assunzioni di giovani residenti nella ZES (Zona Economica Speciale) del Mezzogiorno, e nelle Regioni Marche e Umbria.

Durata

  • 24 mesi

Incentivo alla stabilizzazione dei contratti a termine

Il decreto introduce anche un incentivo per trasformare contratti a termine in tempo indeterminato.

Misura dell’incentivo

Esonero del 100% dei contributi previdenziali INPS a carico dell’azienda (escluso INAIL):

  • massimo sgravio 500 euro al mese

Durata

  • 24 mesi

Requisiti

La trasformazione deve riguardare:

  • contratti a termine di durata complessiva non superiore a 12 mesi
  • lavoratori:
    • con meno di 35 anni
    • mai occupati a tempo indeterminato

Periodo di applicazione

  • trasformazioni effettuate dal 1° agosto 2026 al 31 dicembre 2026 di contratti a tempo determinato stipulati entro il 30 aprile 2026

Esclusioni

  • lavoro domestico
  • apprendistato
  • dirigenti

Condizioni comuni per tutti i bonus

Per accedere agli incentivi è necessario:

  • l’incremento occupazionale: l’assunzione deve determinare un aumento del personale rispetto alla media dei 12 mesi precedenti;
  • l’assenza di licenziamenti:
    • nei 6 mesi precedenti: non devono esserci stati licenziamenti economici (individuali o collettivi) nella stessa unità produttiva;
    • nei 6 mesi successivi: il licenziamento del lavoratore agevolato o di un lavoratore con la stessa qualifica comporta:
      • la revoca del beneficio
      • il recupero delle somme
  • il salario minimo (“salario giusto”): il lavoratore deve ricevere una retribuzione non inferiore a cosiddetto “salario giusto”.

Introduzione del “salario giusto”

Il Decreto Legge n. 62/2026 introduce un principio centrale: il “salario giusto”, demandato alla contrattazione collettiva.

Come si determina

Il salario giusto corrisponde al trattamento economico complessivo (TEC) previsto dai CCNL più rappresentativi, considerando:

  • settore e categoria;
  • attività svolta;
  • dimensione e natura del datore di lavoro.

Nei settori non coperti:

  • si applica il CCNL più affine all’attività svolta

I contratti meno rappresentativi:

  • non possono prevedere trattamenti inferiori

Collegamento con gli incentivi

Gli incentivi del decreto spettano solo se la retribuzione non è inferiore al TEC (salario giusto) previsto dal CCNL di riferimento.

 

Lo Studio Commercialista Venturini

Notizia commercialista


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