5 Maggio 2023

Il nuovo Decreto Lavoro

Dal 5 maggio 2023 è in vigore il nuovo Decreto Lavoro, il n. 48/2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 maggio.

Di seguito illustriamo le principali novità di interesse.

 

Incentivi per assunzioni

Ai datori di lavoro privati che assumono i beneficiari dell'assegno di inclusione (che, dal 2024, sostituirà il Reddito di Cittadinanza) con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, a tempo pieno o parziale, o anche mediante contratto di apprendistato, è riconosciuto, per un periodo massimo di 12 mesi, l'esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di importo pari a 8.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

L'esonero è riconosciuto anche per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, nel limite massimo di 24 mesi, inclusi i periodi di esonero già fruiti.

Ai datori di lavoro privati che assumono i beneficiari dell'assegno di inclusione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o stagionale, a tempo pieno o parziale, è riconosciuto, per un periodo massimo di 12 mesi, e comunque non oltre la durata del rapporto di lavoro, l'esonero dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di importo pari a 4.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

Ai datori di lavoro, inoltre, è riconosciuto, a domanda, un incentivo, per un periodo di 12 mesi, nella misura del 60% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per le nuove assunzioni, effettuate a decorrere dal 1° giugno al 31 dicembre 2023, di giovani che:

  • non abbiano ancora compiuto 30 anni di età;
  • non lavorino, né siano inseriti in corsi di studi o di formazione (i così detti NEET);
  • siano registrati al Programma Operativo Nazionale “Iniziativa Occupazione Giovani”.

 

Contratto di lavoro a tempo determinato

Il Decreto Lavoro modifica le causali necessarie per la stipula di un contratto di lavoro a tempo determinato oltre i 12 mesi.

Le nuove causali sono le seguenti:

  • specifiche esigenze previste dai contratti collettivi stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle rappresentanze sindacali aziendali o dalla rappresentanza sindacale unitaria;
  • esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, individuate dalle parti, in caso di mancato esercizio da parte della contrattazione collettiva e, in ogni caso, entro il termine del 31 dicembre 2024;
  • esigenze sostitutive di altri lavoratori.

Come stabilito in sede di conversione in Legge, le causali non saranno necessarie sia in caso di proroghe, che di rinnovi, se la successione dei contratti rimane entro la soglia di 12 mesi.

 

Riduzione del cuneo fiscale

Per i periodi di paga che vanno da luglio a dicembre 2023, il Decreto Lavoro innalza, in misura pari al 4%, l’esonero parziale sulla quota dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti (con esclusione della tredicesima mensilità).

In modo particolare:

  • se la retribuzione lorda mensile del lavoratore non supera la soglia di 1.923 euro, l’attuale sconto contributivo a carico del lavoratore passa dal 3% al 7%;
  • se la retribuzione lorda mensile del lavoratore supera la soglia di 1.923 euro, ma non supera quella di 2.692 euro, l’attuale sconto contributivo a carico del lavoratore passa dal 2% al 6%.

Per i lavoratori che rientrano nelle fasce di retribuzione lorda di cui sopra, si prevede un incremento medio delle retribuzioni nette mensili di circa 100 euro.

 

Nuovo limite dei fringe benefit

Il Decreto Lavoro innalza di nuovo la soglia di esenzione fiscale e previdenziale dei fringe benefit, e lo fa solo per il 2023.

In modo particolare, è previsto l’incremento della soglia a 3.000 euro, ma esclusivamente per i lavoratori dipendenti con figli a carico.

Tra i fringe benefit esentati sono di nuovo incluse le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell'energia elettrica e del gas naturale.

Per chi non ha figli a carico, invece, la soglia di esenzione dei fringe benefit rimane quella a regime, ovvero pari a 258,23 euro.

Lo Studio Commercialista Venturini

Notizia commercialista


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