L’articolo 2087 del Codice Civile così si esprime:
“L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
È dunque onere del datore di lavoro assicurare le migliori condizioni di lavoro per i propri dipendenti e collaboratori.
La tutela si applica in tutti i settori di attività, e a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati.
👉 La regolarità degli adempimenti è fondamentale, non solo perché il mancato rispetto degli obblighi non consente di accedere alle agevolazioni contributive e fiscali (per fare un esempio, si pensi agli sgravi contributivi dei lavoratori e ai crediti di imposta), ma anche perché il rischio serio e concreto è di vedersi irrogare costose sanzioni, che possono sfociare anche nel pesante provvedimento di sospensione dell’attività.
❓ Come può l’azienda verificare di essere in regola?
👉 Per rispondere a questa domanda, di seguito si propone una vera e propria check list che ogni datore di lavoro può utilizzare:
- il primo adempimento in capo al datore di lavoro è quello di redigere il documento di valutazione dei rischi (anche detto DVR). Si tratta di una fotografia della realtà aziendale, mappa i rischi per la sicurezza e per la salute tipici dell’azienda, ed è un adempimento obbligatorio per ogni datore di lavoro che occupa almeno un lavoratore;
- lo step successivo consiste nella nomina del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (anche detto RSPP). Si tratta della figura che coordina tutte le attività riguardanti la tutela della sicurezza in azienda, e può essere individuato in un collaboratore interno all’azienda, un professionista esterno o, in alcuni casi, può coincidere con il datore di lavoro;
- è necessario nominare un Preposto, cioè la figura che ha il compito di sovrintendere all’attività lavorativa e garantire l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;
- quando l’attività lavorativa comporta potenziali rischi per la salute, il datore di lavoro organizza la sorveglianza sanitaria, nominandone il responsabile, ossia il medico competente. Il medico competente si occupa del piano di sorveglianza sanitaria, definendone prassi, scadenze, periodicità dei sopralluoghi e tipologia di visite mediche a cui adibire i lavoratori;
- si procede, quindi, con la nomina degli addetti alle emergenze, ovvero addetto/i antincendio e addetto/i al primo soccorso. La nomina è definita dal datore di lavoro, o dall’RSPP, scegliendo tra i lavoratori dipendenti o i soci. Se questi soggetti hanno già una qualifica idonea (per esempio, perché volontari del corpo dei Vigili del Fuoco, o perché volontari di pubblica assistenza) non sarà necessario procedere con le attività formative e di addestramento; negli altri casi, la nomina diventa effettiva dalla compiuta formazione;
- l’ultima figura da definire per completare il quadro, è quella del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (conosciuto anche come RLS). L’incarico è assunto da un lavoratore dipendente che viene votato dai colleghi di lavoro per elezione. Il lavoratore interessato ha facoltà di accettare o meno l’incarico e, in caso di rifiuto, si potrà procedere con nuove elezioni, o con l’individuazione dell’RLS territorialmente competente (quindi esterno). L’RLS nominato deve essere comunicato all’INAIL;
- a questo punto il datore di lavoro definisce i piani di informazione, formazione e (dove previsto) addestramento, così come stabilito dalla norma. Ogni lavoratore è tenuto a frequentare i corsi di formazione, e ogni lavoratore a cui è stata attribuita una nomina dovrà frequentare ulteriori corsi di formazione specifica. Le ore di corso variano al variare del rischio presente in azienda (basso, medio o alto);
- inoltre, se previsti dal DVR, il datore di lavoro fornisce ai lavoratori i dispositivi di protezione individuale (anche noti come DPI), veri e propri strumenti di lavoro obbligatori che hanno una funzione protettiva contro eventuali infortuni sul lavoro.
✋ Gli adempimenti sopra descritti, oltre a essere necessari per poter accedere alle agevolazioni citate in premessa, costituiscono obbligo normativo sancito, non soltanto dal D.Lgs. n. 81/2008, ma anche dalla Costituzione e dal Codice Civile.
👉 Questo implica che il mancato rispetto delle previsioni di cui sopra comporta sanzioni anche in assenza di un evento dannoso, quale un infortunio o una malattia professionale.
Lo Studio Commercialista Venturini