3 Settembre 2024

Novità del concordato preventivo biennale - la tassazione sostitutiva per renderlo più attrattivo

Si informa della principale novità che riguarda il nuovo concordato preventivo biennale (così detto CPB), alla luce di quanto stabilito dal recente correttivo (D.Lgs. n. 108 del 05.08.2024), che ha introdotto delle rilevanti modifiche al sistema di tassazione, così da rendere lo strumento più appetibile per i contribuenti con partita IVA.

In sostanza, con il CPB, le aziende e i professionisti ricevono da parte dell’Agenzia delle Entrate una proposta di questo tipo: per il prossimo biennio dichiara il reddito che ti propongo e paga le imposte relative, tutto questo indipendentemente dal reddito che avrai effettivamente realizzato.

Con l’adesione al CPB, i periodi coinvolti dal nuovo istituto non sono sottoposti agli accertamenti. Tuttavia, anche i soggetti in regime di CPB potranno essere oggetto di accessi, ispezioni o verifiche, il cui esito potrebbe portare alla decadenza dal regime in esame.
Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate, sarà intensificata l'attività di controllo nei confronti dei soggetti che non aderiscono al CPB, o ne decadono.

Il CPB è riservato:

  • alle aziende e ai professionisti che applicano gli ISA, cioè gli indici Sintetici di Affidabilità (gli ex Studi di Settore), per cui sono esclusi, per esempio, i soggetti che dichiarano ricavi o compensi per importi superiori a 5.164.569 euro;
  • ai contribuenti che applicano il regime forfetario (👉 per tali soggetti il concordato si applica in via sperimentale per il solo periodo d'imposta 2024).

👉 Le proposte dell’Agenzia delle Entrate relative ai soggetti ISA e ai forfetari sono elaborate con la dichiarazione dei redditi in fase di compilazione (Redditi2024 sull’anno di imposta 2023).

Tenuto conto che, in linea generale, i redditi proposti per il 2024 e il 2025 dall’Agenzia delle Entrate per l’adesione al CPB sono tendenzialmente più elevati del reddito dichiarato per il 2023, è chiaro che - per valutare se sia conveniente o meno aderire alla proposta - ogni contribuente deve fare lo sforzo di stimare l’andamento dei propri utili per il 2024 e il 2025.

Se si stima che si produrranno utili effettivamente più alti rispetto a quelli della proposta dell’Agenzia delle Entrate, aderire è certamente conveniente.

Se, viceversa, la stima prevede degli utili in discesa, inferiori a quelli della proposta, allora aderire non sarà conveniente, perché si dovrebbero pagare le imposte su utili concordati e non effettivamente realizzati. In tal caso, uno dei pochi vantaggi dell’adesione al CPB rimarrebbe quello di non subire accertamenti.

Proprio perché tendenzialmente le proposte fatte dall’Agenzia delle Entrate sono di redditi (2024/2025) più elevati rispetto a quello dichiarato nel 2023, con il correttivo del D.Lgs. n. 108/2024, il legislatore ha inserito una modifica che ha il compito di rendere la proposta del CPB più appetibile per tutti i contribuenti.

In sostanza, il correttivo ha introdotto un regime opzionale attraverso il quale è possibile assoggettare il maggior reddito concordato (rispetto a quello dichiarato per il 2023) ad un’imposta sostitutiva di IRPEF, IRES, addizionali comunale e regionale e dell’imposta sostitutiva del regime forfetario.

 

Base imponibile

L’imposta sostitutiva è calcolata su una base imponibile pari alla differenza, se positiva, tra:

  • il reddito di lavoro autonomo e di impresa concordato per il 2024 e il 2025;
  • il corrispondente reddito del periodo 2023.

 

Aliquote d’imposta - Soggetti ISA

Per i soggetti che applicano gli ISA, l’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile al maggior reddito concordato varia in base al punteggio ISA ottenuto in relazione al 2023.

In particolare:

  • per i contribuenti con punteggio ISA 8, 9 o 10, l’aliquota è pari al 10%;
  • per i contribuenti con punteggio ISA 6 o 7, l’aliquota è pari al 12%;
  • per i contribuenti con punteggio ISA 5 o inferiore, l’aliquota è pari al 15%.

 

Facciamo un esempio:

  • reddito dichiarato nel 2023: 80.000 euro
  • reddito concordato per il 2024: 100.000 euro
  • punteggio ISA 2023: 9

Se si aderiva al CPB prima del correttivo, le imposte 2024 (IRES, IRAP, IRPEF e relative addizionali) dovevano essere calcolate su 100.000 euro, indipendentemente dal reddito effettivamente dichiarato per il 2024.

Ora, grazie al correttivo, il contribuente che aderisce al CPB può scegliere di applicare le imposte ordinarie (IRES, IRAP, IRPEF e relative addizionali) su 80.000 euro, mentre su 20.000 euro (differenza positiva tra il reddito concordato, 100.000 euro, è quello dichiarato nel 2023, 80.000 euro), può applicare l’imposta sostitutiva con aliquota, in questo caso, pari al 10% (punteggio ISA 2023 pari a 9), ottenendo un certo risparmio di imposta su tale differenza di 20.000 euro, considerate le maggiori aliquote ordinarie delle imposte (IRES pari al 24%, IRPEF primo scaglione pari al 23%, ecc…).

 

Aliquote d’imposta - Soggetti in regime forfetario

Per i contribuenti in regime forfetario, l’aliquota applicabile al maggior reddito concordato è pari al 10%, ridotta al 3% in caso di attività svolta da meno di 5 anni.

 

Facciamo un esempio:

  • forfetario da meno di 5 anni (aliquota imposta sostitutiva pari al 5%)
  • reddito dichiarato nel 2023: 50.000 euro
  • reddito concordato per il 2024: 60.000 euro

Se si aderiva al CPB prima del correttivo, l’imposta sostitutiva del forfettario del 5% andava applicata sul reddito di 60.000 concordato, indipendentemente dal reddito effettivamente dichiarato per il 2024.

Ora, grazie al correttivo, il contribuente che aderisce al CPB può scegliere di applicare l’imposta ordinaria del 5% su 50.000 euro, mentre su 10.000 euro (differenza positiva tra il reddito concordato, 60.000 euro, è quello dichiarato nel 2023, 50.000 euro), può applicare l’imposta sostitutiva con aliquota, in questo caso, pari al 3% (attività svolta da meno di 5 anni), ottenendo un certo risparmio di imposta su tale differenza di 10.000 euro.

 

👉 Il termine per decidere se aderire o meno alla proposta di CPB è il prossimo 31.10.2024, con l’invio della dichiarazione dei redditi relativa al 2023.

 

Lo Studio Commercialista Venturini

Notizia commercialista


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