Informiamo che dall’01.09.2024 - con la riforma del sistema sanzionatorio - è stato introdotto il ravvedimento operoso anche per i versamenti dei contributi dovuti all'INPS e dei premi dovuti all’INAIL, fino a prima esclusi dalla disciplina.
๐ Con ravvedimento operoso si intende quella particolare procedura che, in caso di mancati versamenti nei temini, consente al contribuente di versare in ritardo le somma dovute, sommando all’imposta (e ora ai contributi INPS e ai premi INAIL) gli interessi per tardivo pagamento e una sanzione decisamente inferiore rispetto a quella che commina l’Ente impositore quando si accorge del mancato pagamento. Ravvedersi, in sostanza, è sempre più conveniente che attendere le sanzioni erogate da parte dell’Ente.
Fino a prima dell’entrate in vigore del nuovo Decreto Legge n. 19/2024 (convertito con la Legge n. 56/2024), il ravvedimento operoso era possibile solo in ambito fiscale.
Ora, grazie alla novità legislativa, i contribuenti possono mettersi in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi, beneficiando di sanzioni notevolmente ridotte.
Di fatto la norma consente ai datori di lavoro, alle imprese e ai lavoratori autonomi di sanare spontaneamente le omissioni contributive e assicurative entro 120 giorni dalla scadenza originaria.
๐ La sanzione applicata sarà pari al solo tasso ufficiale della Banca Centrale Europea - BCE (attualmente al 4,25% in ragione di anno), senza l'aggiunta della maggiorazione del 5,5% prevista per le omissioni ordinarie, ragguagliata in ragione d’anno ai giorni effettivi di ritardo.
๐ La sanzione applicata non potrà in ogni caso superare il 40% dei contributi omessi.
Il ravvedimento deve avvenire prima di qualsiasi contestazione o richiesta da parte dell'Ente, e il pagamento deve essere effettuato in un'unica soluzione.
Facciamo un esempio pratico.
Ipotizziamo il caso di un'azienda che non ha versato a scadenza contributi dovuti per 10.000 euro.
L’azienda decide di ravvedersi, e quindi di versare spontaneamente la somma dovuta, prima che sia l’INPS a contestarne l’omissione.
Il versamento avviene dopo 60 giorni dalla scadenza (dunque, prima dei 120 giorni indicati dalla norma).
Grazie al nuovo ravvedimento, l’azienda verserà una sanzione di 69,86 euro (10.000 euro x 4,25% = 425 euro, da rapportare ai 60 giorni di effettivo ritardo => 425 euro : 365 giorni x 60 giorni = 69,86 euro).
Con il sistema precedente, senza la possibilità di ravvedersi, la sanzione sarebbe stata di 160,27 euro (10.000 euro x 9,75% = 975 euro, da rapportare ai 60 giorni di effettivo ritardo => 975 euro : 365 giorni x 60 giorni = 160,27 euro).
Ravvedersi è sempre conveniente ๐
Lo Studio Commercialista Venturini
