16 Gennaio 2025

Professionisti e rimborso analitico delle spese di trasferta: come predisporre la fattura da gennaio 2025

Si informato i professionisti delle novità introdotte dal recente D.Lgs. n. 192/2024, di riforma dei redditi IRPEF/IRES, e in vigore dal 31.12.2024.

πŸ‘‰ La novità, molto operativa, riguarda il riaddebito analitico al proprio cliente delle spese di vitto, alloggio e viaggio sostenute per l’esecuzione del proprio incarico e della propria prestazione.

Secondo quanto stabilito dalla nuova norma, non concorrono a formare il reddito del professionista (e quindi NON sono tassate) le somme percepite a titolo di rimborso delle spese sostenute dal professionista (vitto, alloggio, viaggio) per l'esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al proprio cliente.

πŸ‘Œ Rispetto a quanto era stabilito dalla norma precedente, è una novità sostanziale: prima, infatti, il rimborso delle spese sostenute dal professionista per l'esecuzione di un incarico, e poi addebitate analiticamente al proprio cliente, era considerato a tutti gli effetti un compenso, quindi tassato. Per il porofessionista ordinario (quindi non in regime forfetario), il costo sostenuto per il vitto, l’alloggio e il viaggio, era allo stesso tempo deducibile, cioè “scaricabile” dal proprio reddito.

In sostanza:

  • la spesa sostenute si deduceva;
  • e il rimborso analitico di tale spesa chiesto al cliente era tassato.

πŸ”Ž Mentre per il professionista ordinario tale meccanismo era fiscalmente neutro (spendevo 100, che potevo dedurre, e chiedevo a rimborso 100 che tassavo => incasso - spesa (reddito da tassare) = 0), il problema si è sempre posto per il professionista in regime forfetario, che non poteva dedurre i costi sostenuti durante lo svolgimento del proprio incarico, e che invece doveva tassare i rimborsi richiesti, in quanto, appunto, considerati compensi a tutti gli effetti.

A partire dal 2025, invece, i rimborsi, e le relative spese oggetto di rimborso (vitto, alloggio, viaggio), sono fiscalmente irrilevanti, e questo vuol dire che:

  • i rimborsi non sono più tassati (perché non considerati più compenso) e, allo stesso tempo;
  • le spese sostenute e richieste a rimborso non sono più deducibili.

Per il professionista ordinario cambia poco (dal 2025 spendo 100, che non posso più scaricare, incasso 100 a titolo di rimborso, che però non tasso più).

πŸ’‘ Il vero vantaggio ce l’ha il professionista in regime forfetario. Infatti, la spesa sostenuta continua a non poter essere dedotta, ma ora il rimborso ottenuto dal cliente non è più tassato perché non è più considerato un compenso!

Tuttavia, è bene chiarire il meccanismo alla base della novità:

  • il professionista sostiene in ragione di uno specifico incarico delle spese (vitto, alloggio, viaggio);
  • il professionista riaddebita analiticamente tali spese al proprio cliente (πŸ‘‰ cioè indicando in fattura in modo puntuale i riferimenti di ciascuna spesa, e addebitandola per l’esatto importo sostenuto).

πŸ“’ Per intenderci ancora meglio: nulla cambia rispetto alla precedente disciplina se le spese sostenute dal professionista sono addebitate al proprio cliente indistintamente, indicando in fattura, per esempio, una somma generica a titolo di rimborso spese, senza alcuna indicazione analitica delle spese stesse, oppure con un addebito di somme diverse rispetto a quelle effettivamente documentate a mano del professionista. In tal caso, infatti, i rimborsi continuano ad assumere natura di compenso (e si applica la precedente disciplina).

Quindi è importante che la richiesta di rimborso delle spese sostenute (vitto, alloggio, viaggio) sia puntuale a analitica.


Si consideri inoltre che, se, come detto, il rimborso analitico non è più considerato compenso, questo, in sede di fatturazione, non dovrà nemmeno più essere assoggettata alla rivalsa INPS (2%, 4%, ecc…).

Inoltre, per i professionisti ordinari (non forfetari, quindi), da un punto di vista IVA nulla cambia rispetto a prima: i rimborsi continuano dunque ad essere assoggettati all’imposta (22%).


Operativamente è quindi molto importante iniziare a fatturare correttamente le richieste di rimborsi analitici ai propri clienti.

Propongo un esempio, distinguendo tra il professionista ordinario e quello forfetario.

Un professionista, nello svolgere un incarico per il proprio cliente, matura un compenso di 1.000 euro, e sostiene spese per ristorante per 30 euro (più IVA al 10%); spese delle quali chiede al cliente il rimborso analitico.

πŸ‘‰ voci della fattura per il professionista ordinario (iscritto ad un Ordine professionale)

    • compenso: 1.000 euro
    • rimborso spese analitico per fattura ristorante n. 15 del 15.01.2025 di 30 euro (NON TASSATO)
    • rivalsa cassa professionale 4% (calcolata sul compenso di 1.000 euro + il rimborso di 30 euro): 41,20 euro
    • imponibile IVA (compenso + rimborso analitico + rivalsa INPS): euro 1.071,20 euro
    • IVA al 22%: 235,66 euro
    • totale fattura: 1.306,86 euro
    • ritenuta d’acconto al 20% (da calcolare solo sul compenso di 1.000 euro): 200 euro
    • netto da pagare: 1.106,86 euro

πŸ‘‰ voci della fattura per il professionista ordinario (NON iscritto ad un Ordine professionale, ma iscritto alla Gestione Separata INPS)

    • compenso: 1.000 euro
    • rimborso spese analitico per fattura ristorante n. 15 del 15.01.2025 di 30 euro (NON TASSATO)
    • rivalsa cassa professionale 4% (da calcolare solo sul compenso di 1.000 euro): 40 euro
    • imponibile IVA (compenso + rimborso analitico + rivalsa INPS): euro 1.070 euro
    • IVA al 22%: 235,40 euro
    • totale fattura: 1.305,40 euro
    • ritenuta d’acconto al 20% (calcolata sul compenso di 1.000 euro + la rivalsa INPS 4%): 208 euro
    • netto da pagare: 1.097,40 euro

πŸ‘‰ voci della fattura per il professionista in regime forfettario (iscritto ad un Ordine professionale):

    • compenso: 1.000 euro
    • rimborso spese analitico per fattura ristorante n. 15 del 15.01.2025 di 33 euro - IVA inclusa in quanto indetraibile (NON TASSATO)
    • bollo: 2 euro
    • rivalsa cassa professionale 4% (calcolata sul compenso di 1.000 euro + il rimborso di 33 euro + il bollo di 2 euro): 41,40 euro
    • operazione fuori campo IVA - codice natura N2.2
    • totale fattura: 1.076,40 euro

πŸ‘‰ voci della fattura per il professionista in regime forfettario (NON iscritto ad un Ordine professionale, ma iscritto alla Gestione Separata INPS):

    • compenso: 1.000 euro
    • rimborso spese analitico per fattura ristorante n. 15 del 15.01.2025 di 33 euro - IVA inclusa in quanto indetraibile (NON TASSATO)
    • bollo: 2 euro
    • rivalsa cassa professionale 4% (calcolata sul compenso di 1.000 euro + il bollo di 2 euro): 40,08 euro
    • operazione fuori campo IVA - codice natura N2.2
    • totale fattura: 1.075,08 euro

 

Lo Studio Commercialista Venturini

Notizia commercialista


INDIETRO